Scopri come Elena ha trasformato la sua voglia di correre subito in un sogno che brilla di pazienza e impegno
Elena stava appoggiata al vetro del negozio di biciclette, con il naso quasi incollato.
«Guarda quella bicicletta, papà! Quella rossa con la sella bianca e il cestino davanti! È perfetta!»
Il papà sorrise. «È davvero bella. Ma immagino che costi un bel po’.»
Elena annuì piano. Dentro la vetrina la bici brillava come una ciliegia lucida sotto il sole: due ruote di libertà.
Camminando verso casa, sentì il cuore battere in due tempi: voglio quella bici, ma come farò a comprarla?
A casa, Elena aprì il suo salvadanaio a forma di gufetto. Cling, clang!
Dentro c’erano monete, alcune lucenti, altre scure, segno di tante settimane di attesa.
Ogni sabato riceveva 2 euro di paghetta. Di solito, ne spendeva subito uno al chiosco per le figurine degli animali rari.
«Magari questa volta risparmio tutto,» mormorò sfiorando le monete.
Poi la vocina della tentazione arrivò: ma se uscisse la tigre dorata, proprio quella che manca all’album?
Elena rimase ferma, le mani a metà tra il salvadanaio e il desiderio.
La bici rossa costava 85 euro.
Elena fece un rapido calcolo nel suo quaderno dei sogni:
«Due euro alla settimana… serviranno più di nove mesi!» sospirò.
Nove mesi erano tantissimo per una bambina di otto anni.
«Allora mi servirà un piano!» decise, scrivendo in grande sul quaderno:
OBIETTIVO: LA MIA BICI ROSSA — 85€.
Sotto, disegnò tre colonne:
– RISPARMIO: ogni sabato metto via qualcosa.
– AIUTI EXTRA: magari posso dare una mano in casa.
– TENTAZIONI: niente figurine, almeno per un po’ (o quasi).
Il sabato successivo, Elena chiese alla mamma:
«Posso aiutarti a stendere il bucato?»
«Certo! Ti do cinquanta centesimi se resti attenta a non far cadere le calze!»
Elena accettò felice, poi iniziò a contare: 2 euro di paghetta + 50 centesimi = 2,50 euro in un giorno.
«Poco alla volta, ma cresce!» pensava.
La settimana dopo, aiutò anche la nonna ad annaffiare i fiori. La nonna le diede un euro e un abbraccio profumato di viole.
Il salvadanaio iniziava a pesare di più, e il sogno prendeva forma.
Eppure, il mercoledì, in edicola, vide un nuovo set di figurine dedicate agli animali artici.
«Ci sono pure i pinguini argentati!» esclamò l’amico Tommaso.
Elena deglutì. E se li finiscono e poi non li trovo più?
Tornata a casa, la moneta da due euro le faceva il solletico in tasca.
«Solo una bustina, una sola…» pensava.
Il gufetto-salvadanaio la guardava serio dal comodino.
«Che faccio, Gufino?» sussurrò.
Sembrava che il gufetto dicesse: ricorda, ogni moneta è un pedalata verso il tuo sogno.
Elena rimase ferma, combattuta. Poi mise lentamente la moneta nel becco del gufetto, che la inghiottì con un sorriso metallico.
Cling!
Fu il suono più dolce della settimana.
Dopo qualche mese di risparmi e piccoli aiuti, Elena aveva già quarantadue euro nel salvadanaio.
«Quasi a metà strada!» esultò.
Ma il suo compleanno era vicino, e con gli amici arrivavano anche le vetrine dei giocattoli.
C’era quella casa delle bambole che aveva sempre desiderato.
«Con i soldi del compleanno potresti comprartela!» disse la cugina Chiara.
Elena passò la sera intera a pensarci.
Casa delle bambole o bicicletta?
Due sogni, un solo portafoglio di bambina.
Mamma le portò un bicchiere di latte. «Hai un dubbio?»
Elena annuì. «Non so se usare i soldi del compleanno per la bici o per altro. Ho risparmiato tanto, ma la casa delle bambole è stupenda!»
La mamma le accarezzò i capelli. «A volte scegliere non significa perdere qualcosa, ma decidere cosa ti farà muovere più lontano.»
Le parole le rimasero dentro. Cosa mi farà muovere più lontano?
Arrivò il giorno della festa. Palloncini colorati, torta al cioccolato e tantissimi sorrisi.
Elena ricevette in tutto venti euro tra regali e bigliettini.
Li guardò sul tavolo come se fossero piccoli semi d’oro.
Tommaso la prese da parte: «Allora? Li spenderai per le figurine rare? Hai visto che hanno fatto uscire l’orso polare superlucido?»
Elena rise. «No, credo che li metterò nel mio salvadanaio. Ho un sogno che ha due ruote!»
Tommaso scrollò le spalle. «Io non avrei tutta quella pazienza.»
«Neanch’io all’inizio,» ammise lei, «ma più aspetto, più lo sogno forte.»
Le settimane passarono lente ma piene di scelte.
Un giorno, sotto casa, il papà le propose una sfida:
«Se mi aiuti a lavare la macchina, ti do due euro.»
Elena saltò su. «Fatto!»
Tra secchi di schiuma e risate, la macchina brillò, e anche il gufetto a casa brillò di altre monete.
Una sera, mentre contava il suo tesoro, il papà si chinò: «Sai quanto hai adesso?»
Elena spostò le monete con cura. «Ottantatré euro!»
«Quasi fatta,» disse il papà sorridendo.
Elena sospirò: «Ancora due euro… ma questo fine settimana non ho aiuti extra. Forse potrei prendere le monete che tengo da parte per le figurine.»
Papà la guardò con calma. «È una tua decisione. Ogni scelta racconta chi sei.»
Sabato mattina, Elena aprì la scatolina delle “figurine extra”. C’erano dentro tre euro, risparmiati mesi prima per un giorno speciale.
Le prese in mano e le rigirò tra le dita.
Potrei comprarmi le figurine… Ma se invece…
Prese il salvadanaio e fece cadere dentro le ultime monete.
Cling, clang, cling!
Il suono rimbalzò nella stanza come una piccola canzone di vittoria.
Il gufetto le sembrò sorridere ancora una volta.
Il pomeriggio la portò in negozio con la mamma e il papà.
Appoggiò gli ottantacinque euro sul bancone, con le dita che tremavano un po’.
Il signor Pietro, il negoziante, fece un grande sorriso. «È tutto per la bici rossa con il cestino, giusto?»
Elena annuì, il cuore che faceva rumore più delle campanelle delle biciclette.
Quando uscì dal negozio pedalando piano, sentiva che ogni spinta era fatta di tutte le sue scelte, di ogni no detto alle tentazioni, di ogni sì detto all’impegno.
Arrivata al parco, Tommaso rimase a bocca aperta.
«Ce l’hai fatta davvero!» esclamò.
Elena rise, con il vento tra i capelli. «Ogni volta che vedevo qualcosa che volevo subito, pensavo a questa bici. E ora… eccola!»
Lui toccò il manubrio. «Wow, è come nuova.»
«È nuova, e l’ho conquistata da sola!» disse lei con orgoglio.
Poi alzò lo sguardo verso il cielo.
Forse non si tratta solo di avere una bici, pensò ma di imparare a pedalare anche dentro ai sogni.
Ogni moneta è una pedalata: se la metti nel posto giusto, un giorno ti porta lontano.
Nota per genitori ed educatori
In questo racconto di DINDINO by LULLY.kids, Elena sperimenta il valore del risparmio e della pianificazione, imparando a resistere alle tentazioni e a dare un senso alle proprie scelte nel tempo.
La narrazione accompagna i bambini a riconoscere la differenza tra desiderio immediato e obiettivo costruito, sviluppando consapevolezza emotiva e finanziaria con parole e situazioni accessibili.
✨ DINDINO non insegna solo a contare: insegna a scegliere. E a sognare.

