Scopri come il coraggio di un ragazzo riesce a trasformare la forza interiore in un dono per gli altri
Hai mai pensato che un semplice gesto di gentilezza possa cambiare il mondo?
Un tempo, in una piccola città, viveva un ragazzo dal cuore curioso e dagli occhi pieni di sogni.
Si chiamava Francesco, ed era conosciuto da tutti per una qualità speciale: la gentilezza.
Ogni mattina salutava con un sorriso il postino, aiutava la nonna a portare le borse e condivideva la merenda con chi ne aveva bisogno.
Eppure, non tutti capivano quanto fosse potente quel suo modo di essere.
Un giorno, arrivò a scuola un nuovo compagno di classe, timido e silenzioso.
Si chiamava Marco e non parlava con nessuno.
Gli altri bambini lo guardavano da lontano, alcuni ridevano di lui.
Ma Francesco no.
«Ciao, ti va di giocare con noi?» disse con il suo solito sorriso.
Marco alzò lo sguardo, sorpreso.
Nessuno gli aveva mai parlato con tanta dolcezza.
Così, piano piano, iniziò ad aprirsi.
Tuttavia, non tutti erano contenti.
Un gruppo di bambini prese in giro Francesco per la sua gentilezza.
«Sei troppo buono!» lo deridevano.
«Le persone gentili finiscono sempre per essere prese in giro!»
Quelle parole ferirono Francesco.
Per un momento pensò che forse avevano ragione.
«E se smettessi di essere gentile?» si chiese.
Il giorno dopo, entrò in classe senza salutare.
Non aiutò nessuno.
Restò in silenzio tutto il giorno.
Ma dentro di lui… qualcosa non andava.
Nel corridoio vide Marco, seduto da solo con il suo disegno strappato.
Un nodo gli strinse il cuore.
«Non posso far finta di niente» pensò.
Allora si avvicinò.
«Marco, vuoi che ti aiuti a rifarlo?»
Il sorriso di Marco fu come un raggio di sole dopo la pioggia.
In quel momento Francesco capì una grande verità: essere gentili non significa essere deboli, ma forti abbastanza da scegliere il bene anche quando è difficile.
Il giorno seguente raccontò la sua esperienza alla maestra, che decise di fare una lezione speciale.
Si chiamò “La Lezione sulla Gentilezza”.
Tutti i bambini parlarono di cosa significasse per loro essere gentili.
C’era chi voleva aiutare gli anziani, chi desiderava piantare alberi, chi voleva difendere chi veniva preso in giro.
Quella mattina cambiò tutto.
La scuola divenne un posto più luminoso, pieno di sorrisi e piccoli gesti gentili.
E Francesco capì che una parola buona può diventare una catena di luce capace di attraversare il mondo.
Da quel giorno, quando qualcuno si comportava gentilmente, gli altri dicevano:
«Guarda! È un gesto alla Francesco!».
E tu?
Hai mai fatto qualcosa di semplice ma pieno di gentilezza?
Forse, proprio come lui, potresti essere la scintilla che accende un sorriso nel cuore di qualcun altro.
Vuoi sapere di più sul potere educativo della gentilezza?
Puoi leggere storie e attività dedicate ai bambini sul sito ufficiale dell’UNICEF Italia, che promuove ogni giorno rispetto, cura e amicizia tra i più giovani.
Chi sarà il prossimo Ragazzo della Gentilezza nella tua scuola o nella tua città?

