Home🪙🚀 KIDS🪙🎯 ObiettiviOperazione Tartaruga: Sfida alla...

Operazione Tartaruga: Sfida alla Lentezza Vincente

Scopri come Giulia ha trasformato la voglia di correre in una vittoria di pazienza e sogni realizzati

Giulia correva sempre.
Correva per arrivare prima a scuola, prima a casa, prima degli altri.
Quella mattina però, il suo sguardo non correva: era fermo, incollato alla vetrina del negozio di giocattoli.

Dentro, brillava una tartaruga robot che si muoveva piano piano, con una conchiglia dorata che lampeggiava a ogni passo.
Sotto, un cartello colorato recitava: “Tartaruga d’Oro – Cammina, suona, risponde al tuo tocco!”

“È bellissima…” mormorò Giulia.
“Ma costa trentacinque euro,” disse piano l’amica Emma, sbirciando il cartellino.

Giulia fece un rapido calcolo nella mente — o almeno ci provò. Lei riceveva 2 euro di paghetta ogni settimana, e nel salvadanaio aveva solo cinque.
Trentacinque euro sembravano tanti. Troppi.
Ma quella tartaruga che lampeggiava piano, proprio come una piccola amica paziente, le sussurrava un pensiero nuovo dentro:
E se imparassi anch’io ad andare più piano?

A casa, Giulia corse in cucina.
“Mamma, quanti sabati devo aspettare se voglio comprare la Tartaruga d’Oro?” chiese tutta accesa.

La mamma rise:
“Dipende. Se risparmi tutti i due euro della paghetta, ti serviranno diciassette settimane e mezzo.”
“Diciassette?” sospirò Giulia. “Sono più di quattro mesi!”

Il papà le lanciò un’occhiata divertita dal giornale:
“La lentezza della tartaruga ti metterà alla prova. Ma potresti farcela, se non ti arrendi.”

Giulia appoggiò il mento sulle mani.
Diciassette settimane significavano tanta attesa.
Ma il suo desiderio era così grande che il cuore le disse di provarci.
Così prese un foglio e scrisse, con i pennarelli colorati:
Operazione Tartaruga – Missione: Risparmiare per la lentezza vincente!

Il giorno dopo, Giulia tirò fuori il suo salvadanaio a forma di luna, lo svuotò sul letto e contò cinque monete da un euro.
Le allineò in fila, come se fossero piccole tartarughine che avanzavano lentamente.

Poi prese un quaderno e disegnò una grande tabella di progressi: ogni settimana avrebbe colorato una casella con il simbolo di una tartaruga ogni volta che metteva da parte i due euro.
Diciassette caselle. Diciassette tartarughe da colorare.

“Ce la posso fare,” sussurrò.
Si sentiva coraggiosa, quasi un’eroina del risparmio.

La prima settimana passò veloce.
Ma il sabato successivo, mentre Giulia camminava con Emma verso il parco, una bancarella mostrava braccialetti colorati con luci che si accendevano.
“Solo un euro!” gridava il venditore.

Emma ne comprò uno color rosa fluo e lo mostrò orgogliosa.
“Dai, prendine uno anche tu, Giu! Guarda come lampeggia!”

Giulia sentì un piccolo brivido di voglia.
In tasca aveva i suoi due euro freschi di paghetta.
Poteva permetterselo. Nessuno l’avrebbe sgridata.

Ma dentro le venne in mente l’immagine della Tartaruga d’Oro che avanzava lenta, luccicando a ogni passo.
“No, grazie. Ho una missione importante,” disse a voce bassa.

Emma la guardò un po’ stupita.
“Sei sicura?”
“Sì. È l’Operazione Tartaruga,” rispose Giulia, con un sorriso un po’ tremante ma deciso.

Giulia colorò la sua seconda tartaruga quella sera stessa, e la soddisfazione scaldò il cuore come un piccolo sole.

Le settimane seguenti furono un’altalena di emozioni.

Un giorno la nonna, vedendola rinunciare a comprare il giornalino preferito, le chiese:
“Tutto bene, tesoro?”
“Sì, nonna. Sto risparmiando per qualcosa di speciale.”
“Allora aggiungo io un euro per il tuo impegno,” disse la nonna, infilando la moneta nel suo salvadanaio.

Una moneta in più: una tartaruga che scatta un passo avanti nel giardino del tempo.

Ma poi arrivò una settimana difficile.
Giulia, dopo un brutto voto in geometria, si sentiva triste.
Alla macchinetta della scuola, i dolcetti costavano un euro.
“Solo uno…” pensò. “Mi tirerà su l’umore.”

E così comprò il dolcetto.
Quando tornò a casa, si sentì però in colpa. Mise solo un euro nel salvadanaio e guardò la sua tabella di tartarughe: una casella rimase bianca.

Le sembrava di averle deluse un po’.

Quella sera, la mamma trovò Giulia a guardare il foglio con le tartarughe.
“Che c’è, amore?”
“Ho speso un euro e adesso sono indietro. La mia tartaruga è più lenta di prima.”

La mamma sorrise e si sedette accanto a lei.
“Sai, Giulia, la tartaruga non correva mai. Ma proprio per questo vinceva le gare con la lepre. A volte la lentezza non è un difetto: è il modo di chi pensa bene ai propri passi.”

Quelle parole rimasero nella mente di Giulia come una melodia calma.
Capì che il suo viaggio non doveva essere perfetto, ma costante.
Così decise di aggiungere una nuova regola all’Operazione Tartaruga:
Se saltava una casella, avrebbe trovato un modo per guadagnare un euro in più aiutando qualcuno.

La domenica successiva aiutò il papà a lavare l’auto.
Asciugava i vetri con cura mentre contava le gocce d’acqua come piccole monete di tempo.
Il papà le diede un euro e un sorriso:
“Per il lavoro ben fatto e la pazienza.”

La settimana dopo aiutò la vicina a portare la spesa.
Nonna Dina, riconoscente, le regalò due biscotti e cinquanta centesimi.

“Poco o tanto, è un passo in più,” pensò Giulia, posando la moneta nel salvadanaio con orgoglio.

Ogni volta che sentiva il “clink” metallico, immaginava la Tartaruga d’Oro muoversi più vicino, piano ma sicuro.

Passarono tre mesi.
Sul foglio c’erano quattordici tartarughe colorate.
Durante l’intervallo, i suoi compagni parlavano di un nuovo gioco da tavolo comprato insieme in offerta.

“Vieni anche tu, Giu! Basta mettere cinque euro a testa e lo compriamo!”
Cinque euro.
Proprio cinque, quelli che lei aveva già pronti per la prossima casella.

Giulia rimase zitta. Guardò gli amici ridere, poi pensò:
“Giocare con loro sarebbe bellissimo. Ma poi dovrei ricominciare…”

Andò a casa con il cuore che faceva su e giù come un’altalena.
Sul suo letto, nel silenzio, prese il foglio con le tartarughe e chiuse gli occhi.
Si immaginò il momento in cui avrebbe tenuto la Tartaruga d’Oro tra le mani, e il sorriso che avrebbe avuto.

“No,” disse lentamente. “Quest’operazione ha bisogno della mia pazienza. Arriverò fino in fondo.”

Colorò la quindicesima tartaruga, senza saltare una sola riga.

Finalmente, dopo quattro mesi e mezzo di prove, rinunce, piccoli guadagni, e tanta attesa, il salvadanaio era pieno.
Giulia e i suoi genitori entrarono insieme nel negozio di giocattoli.

La Tartaruga d’Oro era ancora lì, lenta e luminosa, come se l’avesse aspettata.
Giulia la prese tra le mani e la poggiò sul bancone.
“Vorrei comprarla,” disse con voce fiera.

Mentra contava le trentaquattro monete e una banconota da cinque euro, tremava un po’.
Ogni moneta raccontava una settimana, un pensiero, una scelta.

Quando la tartaruga iniziò a camminare sul tavolo, Giulia rise.
Non correva.
Faceva passi piccoli e suonava un tintinnio dolce, come il rumore del suo salvadanaio quando si riempiva.

“Ce l’ho fatta… davvero ce l’ho fatta.”

Da quel giorno, la Tartaruga d’Oro divenne il simbolo del suo coraggio e della sua pazienza.
Ogni volta che la guardava muoversi, ricordava che anche le cose lente possono vincere, se non si fermano.

Un pomeriggio, Emma andò a trovarla.
“Finalmente l’hai comprata! È fantastica!”
“Sì,” disse Giulia sorridendo. “E sai la cosa più strana? Mi manca un po’ risparmiare. Aspettare, progettare… era come andare a caccia di un sogno.”

La Tartaruga lampeggiò come per darle ragione.
Nel suo passo calmo, Giulia sentì un messaggio chiaro:
Chi sa aspettare, sa anche scegliere.

E da quel giorno, ogni volta che riceveva la paghetta, una moneta finiva sempre in un nuovo piccolo barattolo.
Il barattolo dei sogni futuri.

Ci sono vittorie che corrono, e vittorie che camminano.
La lentezza di Giulia è diventata il ritmo del suo sogno.
Ogni moneta è un piccolo passo, e ogni passo sa dove vuole andare.

Nota per genitori ed educatori

In questo racconto di DINDINO by LULLY.kids, Giulia sperimenta il valore del risparmio consapevole e della pianificazione per un obiettivo concreto. Impara che l’attesa, la costanza e le piccole scelte quotidiane possono trasformare il desiderio in soddisfazione autentica.
La storia stimola nei bambini il linguaggio emotivo-finanziario legato al tema del tempo, del valore dell’impegno e della distinzione tra bisogno e desiderio, offrendo un modello empatico e accessibile per scoprire la lentezza come coraggio.

DINDINO non insegna solo a contare: insegna a scegliere. E a sognare.

Questa storia potrebbe essere ispirata a eventi e persone reali con finalità ludiche e ricreative.
Alcuni dettagli potrebbero essere semplificati o romanzati per renderla più accessibile ai bambini.

spot_img

😍 LULLY Social

👇 da Non perdere

La storia di Cousteau, il pioniere delle immersioni subacquee

Scopri Jacques Cousteau, pioniere delle immersioni, e le sue avventure nelle profondità marine.

Leonardo: Giovane Artista

La storia del giovane artista Leonardo è un viaggio emozionante tra curiosità, sogni e talento: scopri come un semplice ragazzo di Vinci è diventato uno dei più grandi geni della storia.

Il piccolo fiocco di neve

Un fiocco di neve scende lieve, trovando riposo nel silenzio del mondo addormentato.

Philippe Petit: Storia Straordinaria e Indimenticabile

Hai mai sognato di camminare tra le nuvole? Scopri la straordinaria avventura di Philippe Petit mentre sfida le leggi della gravità tra le iconiche torri gemelle!