La pedagogia di Paulo Freire nasce dal coraggio di credere che ogni parola possa cambiare il mondo: leggere diventa libertà, insegnare diventa un atto d’amore e ribellione
Hai mai pensato che la scuola possa essere un’avventura piena di idee e sogni?
C’è stato un uomo, tanti anni fa in Brasile, che lo pensava davvero.
Si chiamava Paulo Freire.
Da bambino amava leggere le nuvole, ascoltare il vento, e fare tante domande.
Ma non sempre la sua vita fu facile.
Un giorno, la famiglia di Paulo cadde in povertà a causa della grande crisi del 1929.
Aveva fame, i libri erano pochi, e andare a scuola diventava difficile.
Ma Paulo non si arrese.
Anzi, decise che capire il mondo sarebbe stato il suo modo di diventare libero.
“Se imparo a leggere,” diceva, “posso cambiare la mia vita e aiutare gli altri.”
E così, con la sua curiosità e la sua mente ribelle, iniziò la sua grande avventura.
Crescendo, Paulo volle studiare per diventare insegnante.
Si accorse che molte persone povere del Brasile non sapevano leggere né scrivere.
“Come possono difendere i loro diritti se non possono leggere?” si domandava.
E questa domanda lo tormentava ogni giorno.
Un giorno, in un piccolo villaggio del Nordest brasiliano, Paulo decise di agire.
Non aveva molti libri, ma aveva un’idea geniale.
Insegnare a leggere parlando della vita reale della gente.
Così trasformò le parole in esperienze quotidiane.
La parola “pane” non era solo una parola.
Era la fame, il lavoro, la famiglia.
La parola “casa” significava protezione, amore, sogni.
Le persone iniziarono a capire che leggere non era solo leggere lettere, ma capire il mondo.
Un giorno, però, arrivarono dei funzionari del governo.
Non tutti approvavano il suo modo “nuovo” di insegnare.
Alcuni pensavano che fosse troppo libero, troppo rivoluzionario.
Paulo fu costretto a lasciare il suo Paese.
Che dolore per lui!
Ma anche lontano da casa, non smise mai di credere che l’educazione poteva cambiare il mondo.
Si trasferì in Cile, poi in Africa, poi in Europa.
In ogni luogo insegnava, ma anche imparava.
Diceva sempre: “Chi insegna, impara due volte.”
E così, da un piccolo bambino povero del Brasile, Paulo divenne famoso in tutto il mondo come l’educatore dei poveri, l’amico dei giovani, il sognatore del sapere.
Nel suo libro più celebre, “Pedagogia degli oppressi”, spiegò che insegnare non è “riempire una testa vuota”, ma aiutare le persone a pensare con la propria mente.
Le sue idee ispirarono migliaia di maestri e studenti in ogni continente.
Grazie a lui, tante persone scoprirono che l’educazione è atto di libertà, non di obbedienza.
Oggi, nelle scuole di tutto il mondo, molti insegnanti seguono le sue idee.
Quando un alunno fa una domanda, quando un insegnante ascolta davvero, quando si impara insieme, Paulo Freire è lì, invisibile ma presente.
Il suo sogno continua ogni volta che un bambino alza la mano e chiede: “Perché?”
E tu, la prossima volta che entri in classe, cosa vorresti scoprire di nuovo sul mondo?
Le informazioni storiche su Paulo Freire provengono dall’Istituto Paulo Freire e dall’UNESCO, che riconosce il suo ruolo fondamentale nella pedagogia moderna.
Scopri di più su Istituto Paulo Freire e UNESCO.
Non serve essere grandi per cambiare il mondo.
Basta una domanda, un sogno e il coraggio di imparare insieme agli altri.
E tu, che cosa vorresti insegnare un giorno con il cuore e con la mente aperta, come Paulo Freire?

