La storia di Yusra Mardini è un viaggio di coraggio e speranza: una bambina che, con la forza del suo nuoto e del suo cuore, ha trasformato la paura in un sogno realizzato
Hai mai sentito parlare di una bambina che sfidò il mare per aiutare gli altri?
Questa è la storia di Yusra Mardini, una ragazza coraggiosa che usò la forza del nuoto per salvare vite e realizzare un sogno.
Yusra era una bambina siriana.
Viveva con la sua famiglia vicino a Damasco.
Le piaceva moltissimo nuotare.
Ogni volta che entrava in acqua si sentiva libera, come un pesce felice.
«Un giorno diventerò una grande nuotatrice!» diceva con un sorriso, facendo capriole nell’acqua.
Ma un giorno tutto cambiò.
Nel suo paese cominciarono tempi difficili e pericolosi.
Yusra e la sua famiglia dovettero prendere una decisione coraggiosa: partire per cercare un futuro sicuro.
Partirono con la speranza nel cuore e pochi bagagli.
Camminarono, viaggiarono, e alla fine arrivarono a un piccolo porto.
Lì c’era un gommone che li avrebbe portati verso l’Europa.
Il mare di notte era nero e silenzioso.
Yusra strinse la mano di sua sorella Sara.
All’inizio tutto sembrava andare bene.
Ma dopo poco tempo il motore si fermò.
L’acqua cominciò a riempire la barca.
Era pesante, troppo pesante.
Le onde erano alte e fredde.
Alcuni avevano paura, altri pregavano.
Che cosa poteva fare una giovane nuotatrice in quel momento?
Yusra guardò la sorella.
Senza parlare, si tuffarono insieme in mare.
Nuotarono accanto al gommone per ore e ore.
Con ogni bracciata aiutavano la barca a restare a galla.
Non pensavano alla fatica.
Pensavano solo a una cosa: salvare tutti.
L’acqua era gelida.
Il vento soffiava forte.
Ma Yusra non si arrese.
Ogni colpo di braccia era un segno di speranza.
Ogni respiro diceva: “Ce la faremo!”.
Dopo tre ore interminabili, finalmente videro una luce lontana.
Era la costa della Grecia.
Erano salvi.
Avevano vinto contro il mare.
Quando arrivarono a terra, tutti abbracciarono Yusra e Sara.
Erano esauste, ma felici.
Avevano dimostrato che anche una ragazza può essere un’eroina vera.
Nei mesi successivi Yusra continuò ad allenarsi.
Nonostante le difficoltà, non smise mai di credere nel suo sogno.
Voleva tornare in piscina, voleva nuotare come prima, ancora meglio di prima.
E così fece.
Nel 2016, Yusra ottenne un posto speciale nella Squadra Olimpica dei Rifugiati ai Giochi di Rio de Janeiro.
Quando entrò in acqua, portava con sé la storia di tante persone come lei.
Ogni tuffo era una promessa di speranza.
Ogni gara era una testimonianza di coraggio e determinazione.
«Non importa da dove vieni» disse Yusra in un’intervista.
«Importa dove vuoi arrivare.»
Oggi Yusra è un simbolo di forza e di pace.
Lavora con le Nazioni Unite per aiutare i rifugiati di tutto il mondo.
La sua storia ci ricorda che anche nei momenti più difficili possiamo trovare dentro di noi un mare di coraggio.
Sai qual è la cosa più bella di tutte?
Che tutto cominciò con una bambina… e con un sogno nell’acqua.
E tu, quale sogno vuoi nuotare fino a raggiungere?
Scopri di più sulla storia vera di Yusra Mardini sul sito ufficiale dell’UNHCR (Agenzia ONU per i Rifugiati)
Questo racconto, ispirato a fatti reali, è basato sulla vita di Yusra Mardini, come riportato anche dal Museo Olimpico e dall’UNHCR.
È una storia che insegna ai bambini e agli adulti che la forza di volontà può cambiare il mondo, anche partendo da una semplice nuotata.

